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A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino

Sono trascorsi 30 anni dal crollo della “Cortina di ferro” e quasi altrettanti sono gli anni che il muro è rimasto in piedi, costruito nella notte tra il 12 e 13 agosto 1961 per dividere est e ovest, blocco sovietico e blocco americano, comunismo e capitalismo.

Sono i primi mesi della presidenza di John F. Kennedy e da subito il nuovo Presidente americano si trova di fronte alla questione berlinese, contornata dagli eventi della Guerra Fredda iniziata 15 anni prima: da una parte la DDR (Deutsche Demokratische Republik) sotto l’influenza dell’URSS, dall’altra la BRD (Bundesrepublik Deutschland) ad impronta statunitense si affrontano e si sfidano, emblema della lotta tra il sistema capitalista americano e quello comunista russo.

Il Muro, voluto con più forza da Krusciov che dall’Amministrazione Kennedy, intendeva tagliare ogni collegamento tra est e ovest e far sì che la parte occidentale di Berlino, isolata dal resto d’Europa sotto controllo americano, “soffocasse” circondata dal blocco sovietico per poi collassare ed essere assorbita da quest’ultimo. Nella Berlino così divisa erano messi a confronto, in una sfida di sopravvivenza, i due sistemi di “gestione” statale delle due grandi potenze uscite vincitrici dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla conferenza di Jalta.

Una sfida che, tuttavia, si risolse con una specie di sconfitta del blocco comunista. Gli americani idearono molteplici ed efficaci modi per mantenere in vita la BRD e vi furono da subito migliaia di persone che, cercando di fuggire da Berlino Est, volevano abbracciare il capitalismo voltando le spalle al sistema sovietico (impresa tutto sommato quasi impossibile, se consideriamo che ai soldati di presidio era stato ordinato di sparare a vista a tutti coloro che tentavano questa impresa).

Gli avvenimenti che seguirono nei quasi 30 anni successivi saranno un insieme di sfide, accordi e minacce scambiate tra il mondo americano e quello russo, che termineranno con la conclusione della Guerra Fredda grazie alla collaborazione tra Gorbaciov e il successore di Reagan, George H. W. Bush.

La storia del muro di Berlino termina invece il 9 novembre 1989 quando, forse dopo un errore di interpretazione di un comunicato, i posti di blocco vengono rimossi dai soldati che presidiavano i checkpoints. Due milioni di persone si riversano in strada ad abbattere il muro e a collezionarne i brandelli, festanti e consapevoli di ciò che stava succedendo: quasi un anno dopo, il 3 ottobre 1990, la Germania sarà riunificata e il blocco comunista, eroso dagli anni di guerra fredda, si sgretolerà completamente.