La predella della Pala Oddi di Raffaello

La Predella della Pala Oddi, capolavoro giovanile di uno dei maggiori esponenti del Rinascimento italiano, Raffaello, proveniente dalle collezioni dei Musei Vaticani, è il Capolavoro per Milano 2022, e sarà esposta al  Museo Diocesano Carlo Maria Martini dal 4 novembre 2022 al 29 gennaio 2023.

Per l’occasione le cinque Parrocchie Limbiatesi ed il Comune di Limbiate propongono una serata di approfondimento sull’opera.

Venerdì 2 dicembre 2022, ore 21.00, aula consiliare “Falcone e Borsellino”, Villa Mella – via Dante, 38

La Predella della Pala Oddi di Raffaello: Maria nelle narrazioni dell’Infanzia di Gesù.

Relatrice della serata la Prof.ssa Rosa Giorgi, direttrice del Museo dei Cappuccini di Milano.

 

Venerdì 7 gennaio alle ore 14.00  sarà possibile partecipare ad una visita guidata alla visione dell’opera. 

Info e prenotazioni: Segreteria Parrocchiale Sacro Cuore (0299056625 – parrocchiavillaggiodeigiovi@chiesadimilano.it)

 

La Pala Oddi, una delle tre importanti commissioni che il pittore urbinate riceve da Perugia all’inizio del Cinquecento, è stata realizzata per l’altare della famiglia Oddi nella chiesa di San Francesco al Prato a Perugia ed è composta da un dipinto centrale raffigurante l’Incoronazione della Vergine e dalla predella dedicata a tre episodi mariani.

I tre scomparti della predella rivelano chiaramente l’influsso di Perugino ma allo stesso tempo la genialità del giovane pittore già proiettato verso soluzioni pienamente Rinascimentali, con esiti innovativi e moderni.
L’Annunciazione, che occupa lo spazio di sinistra, mostra chiaramente il debito di Raffaello nei confronti di Piero della Francesca e Perugino. Straordinario il motivo decorativo del pavimento, ideato secondo uno schema geometrico che enfatizza la fuga prospettica che si apre sul dolce paesaggio dello sfondo. Anche la scena centrale della predella, occupata dall’Adorazione dei Magi, è ancorata ai modi del Perugino, ma il giovane Raffaello propone qui un’inedita spazialità unitaria, grazie alla disposizione scalata delle figure prospetticamente nello spazio, resa efficace dall’espediente dei cavalli disposti lungo diagonali incrociate, sottolineando così il punto di fuga. La trilogia mariana si conclude con la scena della Presentazione di Gesù al tempio; protagonista assoluto dalla scena è l’interno di un tempio a pianta centrale, sorretto da colonne e pilastri con capitelli ionici, che rivela la passione di Raffaello per l’architettura e la sua approfondita conoscenza degli edifici classici. Mirabile lo scorcio prospettico della scena che rivela l’assimilazione da parte del giovane urbinate delle teorie prospettiche di Piero della Francesca.