Con l’arrivo dell’estate torna l’allerta per l’Ambrosia, una pianta infestante molto diffusa nel nostro territorio la cui fioritura, tra agosto e settembre, è tra le principali cause di allergie respiratorie. Per proteggere la salute dei cittadini e ridurre la quantità di polline nell’aria, il Sindaco ha firmato l’Ordinanza n. 12 del 15/07/2026.
L’incuria dei terreni è il nemico numero uno. Ecco tutto quello che c’è da sapere:
Chi deve intervenire?
La responsabilità della cura del verde spetta sia ai privati sia ai soggetti pubblici. L’obbligo di monitorare ed eliminare l’Ambrosia riguarda:
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Proprietari e gestori di terreni agricoli, campi incolti o aree industriali dismesse.
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Amministratori di condominio per il verde e i cortili comuni.
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Responsabili di cantieri edili e stradali.
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Enti e manutentori di strade, banchine, rotatorie, sponde di corsi d’acqua e sedi ferroviarie o tranviarie.
Le date chiave per il taglio dell’erba
Gli sfalci devono essere fatti prima della fioritura (quando la pianta è alta circa 30 cm), eseguendo un taglio il più basso possibile.
Aree urbane, verdi e cantieri
Sono previsti due tagli obbligatori:
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Primo sfalcio: entro l’ultima settimana di luglio.
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Secondo sfalcio: tra la fine della seconda e l’inizio della terza decade di agosto.
Ambito agricolo
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È consentito un unico intervento da effettuare nella prima metà di agosto.
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Se il clima dovesse favorire una rapida ricrescita della pianta, è raccomandato un secondo taglio a inizio settembre.
Metodi alternativi: In città è possibile ricorrere anche a pacciamatura o estirpamento manuale. Nei campi agricoli si possono utilizzare trinciatura, diserbo o aratura.
Come possono collaborare i cittadini?
Anche chi non possiede grandi terreni può fare la propria parte per la salute della comunità:
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Mantenendo puliti da erbe infestanti i propri spazi privati (cortili, parcheggi, marciapiedi interni).
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Curando il giardino con colture “antagoniste” (come il prato inglese o il trifoglio), che impediscono all’Ambrosia di nascere e svilupparsi.
Controlli e sanzioni
La Polizia Locale si occuperà dei controlli sul territorio. Chi non effettua i tagli e lascia i terreni in stato di abbandono rischia sanzioni amministrative pecuniarie:
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Da 50 € a 200 € per aree fino a 2.000 m².
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Da 200 € a 500 € per aree superiori a 2.000 m².
Se dopo la sanzione il proprietario continua a non pulire il terreno, il Comune provvederà al taglio d’ufficio addebitando tutti i costi al responsabile.