Accadde oggi…

Una delle pagine più brutte della storia del nostro Paese: il 18 settembre 1938, a Trieste, Benito Mussolini annuncia il contenuto delle Leggi razziali fasciste (anticipate dal Regio Decreto del 5 settembre 1938).

Una serie di misure e provvedimenti rivolti soprattutto contro gli Ebrei, individuati come valvola di sfogo del malessere degli italiani e colpiti sia per questioni religiose che razziali. Ovviamente tale questione, anticipata dal “Manifesto della razza” pubblicato il 14 luglio dello stesso anno, non aveva solide basi teoriche e gridava al ritorno alla purezza di una presunta “razza italiana”, motivo per cui gli Ebrei dovevano essere espulsi dallo Stivale.

Il razzismo fascista, non molto dissimile da quello nazista, si mostrò in vari modi: l’allontanamento da scuola degli studenti di fede ebraica (addirittura in anticipo rispetto al Terzo Reich) e dei professori universitari, l’obbligo di professare fede fascista o confessare l’appartenenza alla razza ebraica, il divieto di matrimonio con ebrei, la revoca della cittadinanza, l’esclusione dal lavoro e così via. In altre parole, una vera e propria persecuzione di stampo antisemita.

Un contributo enorme alla causa dell’Olocausto e una ferita profonda nella coscienza del popolo italiano.